Malattie da Social Network

caffe

Questa la capture scritta ieri su Instagram sotto a questa foto:

eclissi72 Le teorie e le pseudo citazioni “made in Social Network” comportano la perdita della capacità di articolare pensieri propri, del vedere, del comprendere, del cogliere e del saper sorprendere. Ma ci sarà sempre qualcuno che metterà il suo like a sostegno di parole in cui chiunque si può riconoscere senza essere. (C’è ancora chi crede agli oroscopi e alle frasi dei baci perugina del resto…)

Ci riflettevo bevendo il caffè e scottandomi i piedi sull’uscio di casa reso rovente dal sole… Credo sia ormai abbastanza chiaro il mio punto di vista sui Social Network, certo anche io ho dei profili, ho una fan page e sono abbastanza interconnessa col mondo “virtuale” ma di ogni cosa ne andrebbe fatto uso con buon senso.
La mia timeline di facebook ad esempio è un susseguirsi di, come ho scritto, pseudo citazioni promosse probabilmente da persone arrabbiate con il mondo o innamorate della vita, che diventano la bandiera di molte altre, come in una manifestazione politica che passa per le strade del centro, c’è chi si riconosce in poche parole e trova utile condividerle a sua volta.
Quando abbiamo smesso di essere in grado di esprimere un pensiero proprio? Quando abbiamo iniziato a nasconderci dietro frasi ad effetto che non nascono dalle nostre esperienze o dal nostro vissuto ma appartengono a quello altrui?

Esempio: lui ti ha lasciato, sei incazzata con l’universo ed ecco un pullulare di frasi: se ti ha perso non ti merita, per chi non sa comprenderti non c’è posto accanto a te, chi tiene a te il tempo lo trova, e così via…
Magicamente tutti quelli “lasciati” condividono e scommetto che nessuno di loro ha una storia nemmeno simile.
Stessa cosa avviene se l’amato/a non ricambia, se si ha un ideologia politica diversa da quella corrente, persino se una star muore (messaggi di commozione universale versione gif, anche se non si è mai ascoltato un disco o letto un libro del caro defunto). Ci sono pseudo citazioni per tutto: amore, donne, uomini, vita, sport, politica, hobby, animali ma ben poche volte si legge un “vero” pensiero.

Vogliamo poi parlare degli “innamorati”? Cuoricini e frasi da baci perugina che pullulano, like su ogni post dell’amato/a, selfie di coppia ogni due ore, ti vengo a prendere, questo è per te (torta al cioccolato a forma di cuore, ovviamente virtuale)… Scusate, a chi dovete dimostrarlo? L’amore è la cosa più intima e personale che esista, credete veramente che questo modus operandi vi risparmi di tornare a casa con un mazzo di fiori o uscire per una cena vis a vis? Non trovate che in questo modo si sminuisca questo sentimento così importante riducendo anche la passione a pochi click veloci in pausa caffè?
Idem dicasi per l’interesse verso una persona… alzate il vostro bel sederino e andate da lui/lei, anche solo per un gelato o scrivetegli, telefonategli, fategli capire che non vivete con lo smartphone in mano o attaccati ad un pc.

Praticamente ormai siamo pensieri omologati rinchiusi in finestrelle di pochi pixel per lato…

La cosa ancora più inquietante è che dimenticando di essere “personalità uniche” si dimentica anche che chi legge è tale e così si da il via ad una infinita serie di fraintendimenti e di “pippe mentali” quando sarebbe molto più semplice “pensare” con la propria testa ed eprimersi di conseguenza.
Parlo per esperienza, ammetto sia capitato anche a me di soffermarmi su queste “teorie” da social network e pormi delle domande, alla fine però ho capito che è solo molto più semplice, non comporta il “mettersi in gioco”. Non esponendosi mai direttamente infatti, si lascia agli altri la volontà, se esiste, di andare a chiedere spiegazioni o iniziare un dialogo. Ma non funziona così, non sempre almeno, non con chi vive di parole e ha pensieri molto chiari che non esprime nè tramite un social nè con una bella immagine glitterata, non funziona con chi al limite, se non è possibile usare carta e penna o il telefono, usa un blog e ogni singola frase scritta arriva direttamente dal proprio pensiero non da quello di qualcun’altro per non si sa bene che motivo.
E’ un gioco rischioso il vostro e il rischio è quello di far pensare a chi legge questi “messaggi in bottiglia” che siete uguali a tanti altri.

Citare poesie, parti di un libro, di un film, condividere qualcosa che sentiamo vicino è un conto, condividere e omologarsi al pensiero della massa su un certo tema, un altro.

Lui ti ha lasciato? Avrà le sue ragioni e tu avrai le tue, probabilmente non ti merita, probabilmente tu non meriti lui ma esporre la rabbia tramite frasi da terminator dell’anima non ti farà sentire meglio, meglio riflettere su quanto accaduto per capire dove si è sbagliato, cosi’ puoi correre addirittura il rischio di non commettere gli stessi errori ed esser certa di cosa e chi può far parte della tua vita.
Lei non ti vuole? Probabilmente i motivi te li ha spiegati ma è più facile non capirli o far finta di nulla, pensa che se invece cercassi di comprendere e cambiare ciò che la disturba l’avresti al tuo fianco. Dov’è finita la capacità di sorprendere e conquistare?

Il governo fa schifo? Scendete in piazza, proponetevi, buttatevi in politica ma quella vera, non quella dei social, iniziate dal vostro paese o dalla vostra città a proporre cambiamenti, mostrate voi stessi per primi di essere diversi.

Amate gli animali? Prendetevene cura, ci sono gattili, canili che aspettano aiuto.

E non mi addentro su cause più “importanti”, sul tema del razzismo, l’omofobia, la violenza sulle donne. Di certo non saranno “frasi fatte” a cambiare le cose.

Io ai miei neuroni ci tengo, non li lascerò atrofizzare per mancato allenamento e se voglio una torta al cioccolato, anche a forma di cuore, me la vado a comprare perchè la mia dentatura non è fatta per mordere monitor e soprattutto credo non abbia nemmeno un buon sapore quindi che gusto c’è?

 

 

Malattie da Social Networkultima modifica: 2016-07-29T10:15:32+00:00da eclissi72
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