La seconda metà della vita [Come cambiano realmente le cose]

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Do la colpa, se di colpa si può parlare, alle esperienze, positive ma soprattutto negative, al vissuto, ai cambiamenti del corpo e della mente.

Svegliarsi la mattina ed essere già stanche, arrivare a casa alle 20 e non aver voglia di cucinarsi un piatto di pasta, passare le giornate al mare a oziare sulla sdraio guardando l’orizzonte ascoltando “Divenire” di Einaudi, scoprire che a soli 43 anni soffri di tachicardia, che l’artrosi ereditaria a volte ti blocca le mani, che le tue ginocchia operate anni prima, ti avvisano se sta per piovere (che indiscutibilmente ha dei vantaggi) e soprattutto che non riesci a fare più quanto facevi 10 anni prima. Che anni di stress ti hanno logorato stomaco (addio alla peperonata) oltre che i nervi, per non parlare dell’aspetto esteriore che inutile dirlo non è più quello di una ventenne, ti cambia anche il modo di pensare, e soprattutto il modo di vivere.

Rincorrere le persone è fatica sprecata. Non devi ne hai più voglia di cercare affetto, interesse, amore, se c’è arriva e se non c’è, beh… Pazienza, ormai sai bastarti e ti basta quello che hai.

Non hai bisogno ne credi più a chi ti dice “ci sarò sempre per te”, del resto a chi c’è non serve ricordartelo, lo dimostra ogni volta che hai bisogno e non solo.

Se vuoi fare un viaggio parti, se vuoi spostare l’arredamento della casa perché non ti interessa vedere la TV mentre mangi, lo fai, se vuoi prenderti due gatti non devi chiedere a nessuno il permesso, se vuoi indossare un paio di mutandine con un omino biscotto sulle chiappe perché quando ti guardi allo specchio ti vien da ridere e sono comode, le metti e basta, non devi far colpo su nessuno. Se vuoi cenare con tea e biscotti o gelato appallottolata sul divano, non è vietato. Nessuno ti chiederà di depilarti se non hai voglia ne si lamenterà perché giri per casa con una maschera verde in faccia, se vuoi tenere il riscaldamento d’inverno modalità tropici perché soffri il freddo, non ci sarà chi te lo abbassa, del resto sei tu a pagarlo. Non devi coprire i tuoi tatuaggi, non deve piacerti per forza qualcuno che ti fa venire un attacco di orticaria (per non dire di peggio) appena apre bocca, se vuoi semplicemente non pensare a nulla non pensi.

Combattere e lottare per ciò che non puoi cambiare non fa più per te, al limite puoi sederti sulla riva del fiume e aspettare che un velo di buon senso colpisca tipo fulmine lasciando inceneriti ma consapevoli, ma non è indispensabile, puoi anche tranquillamente proseguire per la tua strada e ignorare il tempo buttato in parole e spiegazioni che hanno senso solo per te. Perche’ in fondo la serenità è un piatto di polpette con riso basmati è un bicchiere di vino rosso mentre tua figlia si fa cascare addosso il sugo sulla tua maglietta nuova, e’ il rumore del mare e la libertà di nuotare fino a dove i tuoi muscoli reggono, il fruscio del vento, catturare un angolo di cielo con una reflex.

È incontrarsi, bere un caffè insieme, non prendere impegni che non sai se puoi mantenere, non essere più ciò che gli altri vogliono che tu sia, frequentare persone con cui puoi essere te stessa, stare in luoghi dove nessuno ti giudica.

Essere.

Con questo non significa che tu non abbia bisogno di tutte quelle piccole cose che fanno sorridere e sentire unica, semplicemente ora sei cosciente che oggi verranno date a te e domani a qualcun’altro o magari a più persone insieme, perché spesso gli esseri umani mancano di creatività o non si sforzano di spingersi oltre. Con la disillusione ci si convive e ti insegna a non farti più ferire.

Vorra’ dire che se qualcuno saprà stupirti avrà veramente superato con un bel salto le mura del fosso di Helm, probabilmente quindi si tratterà di un elfo e ti tocchera’ iniziare a credere che le figure mitologiche esistano.

Superata la prima metà della vita dai valore a ciò che è realmente importante e che forse davi per scontato, sorridi quando una nanerottola bionda ti fa il solletico coi sui capelli anche se ti sta volontariamente infastidendo per attirare la tua attenzione, ti rilassi e diverti ad una cena con amici ritrovati, trovi più interessante un libro o una passeggiata nel verde del vivere la notte o provare a tutti i costi nuove esperienze per noia.

Reimpari a guardarti intorno per scoprire che ci sono mille dettagli che la fretta ti impediva di vedere. Sei meno Social è più reale, ti concedi capricci infantili senza pensare più che gli altri ti giudichino poco matura.

E si’, diventi anche più egoista, su tutti i fronti, hai aspettative decisamente più alte e ti concedi il lusso di scegliere ciò che è meglio per te, in fondo hai dato tanto, è venuto il tempo di ricevere.

Se nella prima metà della tua vita hai vissuto per gli altri, nella seconda metà vivi per te stessa, per finalmente, prenderti cura anche di te.

Questo significa “fregarsene” altamente dell’immaturità e dell’eterna indecisione altrui, significa non scappare ne nascondersi di fronte alle difficoltà ma aver imparato a gestirle con più consapevolezza e coraggio e sfortunatamente pretendere la stessa cosa dagli altri, significa saper “giocare” ma anche saper “fare sul serio” e allontanare ogni possibile causa di malumore, stress o infelicita’ appena si presenta.

Come mi diceva ieri un amico, i 40 anni non sono la fine sono l’inizio, l’inizio di un nuovo modo di essere, adulto, deciso, consapevole e vero.

 

Ps. Questo post è nato dalla stretta e straordinaria collaborazione di cervello e utero dolente da imminente arrivo del ciclo, ma la menopausa non è più tanto lontana e siccome il corpo è mio ed a soffrire sono io da anni, posso dire con assoluta certezza che quel giorno sarà un’occasione per festeggiare in attesa che nella prossima vita rinasca finalmente lumaca.

Ps2. La foto è ovviamente mia, il poco collaborativo soggetto di chiama Arturo. (Jonathan sarebbe stato scontato…)

La seconda metà della vita [Come cambiano realmente le cose]ultima modifica: 2016-07-31T17:24:43+00:00da eclissi72
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