Quando si ama il mare

Vivo in una città, una delle città più frenetiche e complicate di Italia: Milano.

Ma amo il mare.

Se devo fare un bilancio dopo 43 anni di vita e viaggi, ho visto più mare fuori dal nostro paese che dentro, ho avuto l’opportunità di visitare più volte Napoli, la costiera amalfitana e la Sicilia, ma nel mare della Campania non ho avuto modo di “bagnare nemmeno un alluce”, in quello Siciliano le usanze locali mi hanno impedito di godermelo come avrei voluto, alla fine mi è nota un’unica spiaggia vissuta per un paio di ore al giorno solo nel mese di agosto e l’essere circondati da acqua da tutti i lati appena volgi lo sguardo. Per un po’ ho persino dubitato fosse veramente un’isola… Credevo che il mare l’avessero dipinto su degli enormi cartelloni pubblicitari delimitanti uno spazio simil-triangolare di terreno.

In compenso però ho visto l’oceano lambire le coste di New York, sono stata giornate intere a bearmi del calore dell’acqua e della vista di molte specie acquatiche, nel reef delle Maldive, ho vissuto praticamente in spiaggia per 15 giorni a Santo Domingo nuotando con un bicchiere di latte di cocco in mano e mangiando paella cucinata tra le palme. Mi sono scottata a Rodi dopo 12 ore di sole e giochi in acqua con la bimba, sono entrata nell’atlantico a Tenerife il tempo di perdere la sensibilità delle estremità inferiori (10 minuti…). Conosco il mare delle coste spagnole, Torremolinos e Barcellona e quello delle loro isole, da Maiorca a Ibiza fino a quello “caraibico” di Formentera. Ho ammirato la potenza del mare del nord sulle coste irlandesi e la mia reflex ne porta ancora le tracce.

Mi manca la Polinesia, il Giappone e l’Australia ma prima o poi rimedierò

Se c’è un mare italiano però che conosco bene è quello della Liguria, ci vengo da quando ho 12 anni, potrei entrare in acqua ad occhi chiusi sapendo benissimo quanti passi devo fare prima di non toccare più, so quanti metri ci sono dalla riva alla boa, che specie animali (soprattutto meduse) posso trovarci e ormai indovino la temperatura semplicemente guardando il colore. Al tramonto quando i gabbiani arrivano sulla spiaggia puoi già sapere se la mattina dopo sarà agitato. Conosco le sue correnti, quando si ostina a volerti trattenere con se’ o portarti lontano, ricordo i nomi dei venti che lo accarezzano.
Non credo esistano molte “milanesi” che amino e vivano il mare a tal punto (decisamente di più di una borsa di marca o dell’abbronzatura perfetta) ma quella enorme massa d’acqua, qualunque costa lambisca, per me ha un effetto terapeutico, mi rilassa, mi permette di svuotare la mente e rimuovere, almeno temporaneamente, ogni pensiero fastidioso o ostile.
Riesce a darmi forza, a farmi rialzare anche quando penso che sia troppo difficile perchè lui è la sola certezza, una “solida” certezza, per quanto di solido abbia proprio poco. Puoi contare su di lui, sai che ci sarà, che ti aspetterà sempre, che ti accoglierà e che, anche se un giorno sarà furioso e alzerà la voce, sarà pronto ad accarezzarti le gambe con la sua bianca schiuma.

Lo amo d’inverno quando le spiagge sono vuote e si può restare soli a guardarsi come due amanti innamorati, lo amo d’estate quando può abbracciarmi e cullarmi fra le sue onde. Mi manca terribilmente quando sono lontana e non posso sentire il suo ritmico sciabordio tanto simile al battito del cuore.

Anche quest’anno fra pochi giorni dovrò lasciarlo ma come io sono certa di ritrovarlo sempre uguale, pronto a raccontarmi nuove bellissime favole che parlano di mondi lontani e amore assoluto, lui sa bene che tornerò, ogni volta che la distanza diventerà insopportabile, per sedermi sulla riva a raccontargli tutto ciò che la mia anima sente.

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Quando si ama il mareultima modifica: 2016-08-19T18:48:14+00:00da eclissi72
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