Fertility Day… Caro Ministero…

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In questi giorni ho letto tanto a proposito di questo “Fertility Day”, mi sono arrabbiata come più o meno il 99% delle donne italiane, mi sono informata, ne ho parlato con amici e colleghi. (Anche uomini sì)

Ho trovato la campagna pubblicitaria non brutta, sarebbe stato il meno, ma totalmente sbagliata e mi chiedo se si è voluto risparmiare o se ci troviamo davanti a creativi che sono indecisa se definire misogini o semplicemente ignoranti.
Stessa cosa dicasi di chi l’ha approvata e mi stupisce molto si tratti di una donna.

Un Ministero importantissimo come quello della salute non può sbagliare, non può sbagliare su nessun tema, men che meno su questo, non può urtare la sensibilità, non può scatenare le ire di tre quarti della popolazione con un messaggio che definirlo “medioevale” è poco.
La natalità in Italia è un problema e lo sappiamo tutti, come lo sono molti altri, ma prima di avvisare le donne che hanno “una scadenza” forse bisognava dare a queste stesse donne i mezzi per poter procreare con consapevolezza, sicurezza e serenità.
Sempre ammesso che noi piccole incubatrici viventi, desideriamo farlo… Non siamo più, fortunatamente, circondati da Vassalli a cui doversi inchinare, la maternità è e rimane una scelta, possibilmente e avendone i mezzi un diritto, non assolutamente un dovere e sulle scelte personali scusatemi, ma non si discute.
Siamo esseri umani anche noi in caso ve lo siate dimenticato.

Sono mamma, mamma di una figlia femmina che soffre di una malattia autoimmune per cui combatto ogni giorno, anche e proprio con il tanto nominato, in questi giorni, Ministero della salute. Mamma di un bambina, futura ragazza e poi donna che forse come molte altre donne e per diverse ragioni non potrà avere figli.
Glielo spiegate voi che non sta contribuendo al “bene comune” dello Stato?

Io stessa, anni fa, avrei voluto un altro figlio ma dovermi prendere cura di lei scontrandomi spesso e volentieri con la burocrazia in materia di “salute”, oltre a far fronte alle difficoltà a cui, in questo Stato, siamo notoriamente abituati, (Di cui tutti in questi giorni hanno parlato) mi hanno obbligato a farla rimanere figlia unica.
Non avrei voluto ma, in questo caso, non ho avuto scelta.
Non la vedo comunque come una condizione o una menomazione che possa impedirle di essere la meravigliosa bambina che è e una splendida donna in futuro.

Faccio presente che la mia data di scadenza è vicina ma non mi sento assolutamente meno donna e non credo mi sentirò un albero secco da abbattere nemmeno quando non sarò più fertile, non reputo che mia figlia ne nessun bambino/a sia “un bene comune” e so essere creativa in molti modi anche se ho superato i 40 anni e se non ritengo indispensabile offrire nuovamente il mio utero perchè l’Italia torni ad essere, se mai lo è stata, un paese giovane.
Tanto, siamo onesti, senza addentrarmi in discorsi pseudo-politici, l’Italia ai giovani non offre molto…
Forse su questo si dovrebbe indagare e porre rimedio prima di piazzare davanti alle donne una clessidra…

Ho visto il messaggio della Lorenzin su twitter stamattina… Dopo una campagna così sbagliata trovo inutile insistere, mi spiace ci avete provato, le intenzioni potevano pure essere buone ma vi è andata male, personalmente non trovo utili nemmeno eventuali scuse (Che sarebbero comunque doverose), da una rapa non ci cavi vino… Provate se possibile ad affrontare la questione in modo diverso, più ampio, senza scaricare la responsabilità sull’orologio biologico delle donne.

Ah, una info che potrebbe esservi utile: Milano, capitale economica dell’Italia, è la città con il più alto numero di single e i single o si affidano alla speranza che vengano scelti per dare alla luce il nuovo Messia o si sa, è dura che possano procreare… Vi siete chiesti come mai?

Tranquilli, comunque stiamo bene così.

 

 

Fertility Day… Caro Ministero…ultima modifica: 2016-09-02T11:40:41+00:00da eclissi72
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