Perché nel 2017 bisogna ancora studiare? (E magari conoscere l’italiano…)

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Il titolo può sembrare una banalità, una di quelle domande a cui molti risponderebbero, anche un po’ infastiditi: perché si! Perché la conoscenza e’ importante! Perché la scuola e’ un dovere! E così via.

Altri, polemici e politici a tempo perso, si scaglierebbero contro la mia domanda sputando sentenze del tipo: non serve tanto in parlamento hanno la terza media! Tempo perso basta avere i soldi e le conoscenze giuste! 

Giudicare il pensiero altrui non è l’intenzione di questo post, sarebbe già sufficiente che tale pensiero fosse espresso “in italiano” e, se possibile, avvalorato da una propria tesi, quale essa sia non è rilevante al momento.

Si perché il punto è che, oggi, quando si aprono i social, (temo sia il motivo per cui li utilizzo poco) e’ tutto un condividere citazioni preconfezionate e frasi altrui incorniciate in fotografie altrui. La fiera del collage Made in Google. Nei commenti ai più disparati argomenti raramente si va oltre la frase fatta, la risata di compiacimento o il fiorire di animaletti ed emoticons balzellanti…

Proporrei anche due minuti di silenzio per la prematura morte della c o della ch, sostituite dalla k che è ormai ovvio, che non permette di guadagnare tempo ma probabilmente viene erroneamente attribuito alla “giovinezza”di pensiero. Una giovinezza che purtroppo non “si fugge tuttavia” caro Lorenzo, perché questo smodato uso dell’italiano distorto non è caratteristica solo dei ragazzi… Anzi… Gli adolescenti ormai usano i messaggi audio e le videochiamate, nemmeno fanno più lo sforzo di digitare sulla tastiera, i polpastrelli ringraziano.

Quello che mi stupisce realmente e’ vedere quanti errori grammaticali possono riuscire a darsi appuntamento in una frase di 8 parole e non sto parlando di refusi, so che la rilettura e’ passata anch’essa di moda, ma i refusi capitano, solitamente a causa della fretta. Qualcuno però mi deve spiegare che fretta avevi caro il mio sconosciuto amico di un amico di un amico, quando hai postato la fotografia del piatto di pasta scrivendo: anke stasera o preparato un ottima pasta al sugo! (Nota: per scrivere questa frase ci ho messo 5 minuti perché il correttore automatico mi impediva di commettere errori, ergo, ci vuole impegno per far rivoltare Dante nella tomba)

Ora, io non vorrei essere pignola e di certo non starò ad elencare i benefici di una modesta cultura e del saper scrivere che mi paiono ovvi e anche un po’ banali. Continuare ad usare le tanto amate k, i gattini miagolanti nelle risposte perché non si è capaci di controbattere un commento, per poi condire la nostra bacheca di fotografie del Tibet con citazioni tratte da Siddharta che convivono allegramente con i nostri mille selfie, e’ una scelta personale e le conseguenze delle nostre scelte tanto presto o tardi ce le troviamo davanti, a volte tutte in fila, nel bene o nel male.

Per spiegare questo concetto vi racconterò come ho spiegato a mia figlia che la sua intelligenza non l’aiuterà se non decide di passare meno tempo su YouTube o davanti alla TV archiviando il tempo per la scuola e i libri come qualcosa di noioso e non indispensabile alla sua crescita. Per diversi anni, dopo aver capito che la sua testolina era intrisa di creatività a tal punto che per tutto il resto non c’era spazio, ho tentato con le classiche direttive base: se non studi non troverai un lavoro, non potrai mantenerti, avere una vita indipendente, anche viaggiare e divertirti. Nulla… Mentre parlavo l’immagine che avevo del suo cervello era un deserto con le dune appena smosse dal vento. Ho capito che sbagliavo approccio.

Poi ho deciso di giocare slealmente e…

“Tesoro, tu da grande vuoi avere un fidanzato vero? Bello, intelligente, con cui viaggiare, andare al cinema e alle mostre come fai ora con la mamma è il papà giusto?”

“Vuoi scegliere con lui un bel libro, un ristorante nuovo con piatti gustosi e vino d’annata? Vuoi che ti consigli il colore che ti sta meglio addosso e che ti scriva bellissime lettere d’amore?”

“Vuoi che possa rispondere alle tante domande che hai in testa, che ti mostri punti di vista diversi e sappia parlare con te di tutto anche per ore? Ti annoia vero chi non sa cosa dire e resta in silenzio per ore?”

La risposta è stata inevitabilmente “si”. La conosco e so che non si accontenterebbe mai di qualcosa di meno. E’ cascata come un pesce nella rete…

“Beh allora forse dovresti studiare perché vedi, io non credo che una persona che ha le conoscenze per permetterti una vita simile potrebbe condividere la sua vita con chi ancora dimentica le h, non coniuga i verbi correttamente e non riesce a spiegare cosa ha in testa o perché le interessa qualcosa… Non stiamo parlando solo di un ipotetico fidanzato ma anche degli amici, delle amiche tanto attente all’immagine, non credo onestamente vorrebbero condividere il loro tempo con una persona che non riesce a comporre due frasi corrette, le metterebbe terribilmente in imbarazzo… Ed e’ vero che si può parlare del tempo, dell’ultimo video di Fedez o del colore di smalto che va tanto di moda quest’anno, ma alla lunga sono argomenti destinati ad esaurirsi e anche un po’ noiosi. Più avanti gli amici diventeranno anche colleghi di lavoro se avrai gli strumenti per avere un lavoro dignitoso, la marca di mascara diventerà il brand di cui pianificare un’efficace campagna pubblicitaria, il piatto di pasta diventerà lo studio di alimenti nutrizionalmente corretti, le chiacchiere in pausa caffè e durante un aperitivo alterneranno il futile gossip dell’ultimo reality alla politica internazionale e sarai spesso chiamata a dire il tuo parere su tutta una serie di questioni che bersagliano quotidianamente la nostra società. Si alza il livello insomma e oltre a questo ci sono sempre quelle famose direttive base…. O vuoi vivere con mamma e papà per sempre? Ora ti sembra bellissimo ma credimi verrà il giorno in cui non vedrai l’ora di essere indipendente ed e’ giusto così.

Alla fine cio’ che adesso ti sembra tanto inutile e faticoso non è altro che il tuo futuro. Studiare e’ conoscere e conoscere serve a rapportarsi con l’amico, il fidanzato, il collega e il conoscente, ad essere qualcosa in più del gatto che fa le fusa o del cane che ti riporta la palla” (Con tutto il rispetto per gatti e cani)

“Ma puoi scegliere…. Puoi scegliere di continuare in questo modo e sposare ad esempio Oronzo il pastore, che si alza alle 5 di mattina e porta le sue pecore al pascolo, che nel tempo libero intaglia legnetti e la cui compagnia oltre a te saranno Lola, Giuseppina e Pollonia (Le sue tre pecore preferite) con cui parla di politica spiccia con frequenti intercalari dialettali e imprecazioni. Puoi scegliere di vivere con lui fra i monti, preparare budini di latte di pecora e cappellini di lana cotta la sera, mentre lui russa su una sedia a dondolo fumando il sigaro.

Oronzo probabilmente non ha avuto la possibilità di andare a scuola, non ha vissuto in una città che permette di crescere culturalmente, e’ possibile che non abbia avuto genitori, parenti o amici che hanno cercato in tutti i modi di stimolare i suoi circuiti neuronali. Lui non ha avuto scelta, ma tu si, ma se pensi ancora che studiare e’ troppo impegnativo e le pecore e la montagna sono la vita che desideri tranquilla che sarà li ad aspettarti, Oronzo non ha mica fretta del resto, l’inverno e’ lungo.

Io invece penso che la tua ambizione di vita vada oltre, perché credimi sulla parola, è vero che in una coppia si cresce assieme, ma delle basi comuni ci devono sempre essere”

Fregata!

L’unica cosa che mi lascia perplessa e’ se tutto questo discorso non si rivelerà fatica sprecata nel momento in cui sbarcherà anche lei sui social e scoprirà che di “Oronzo e Oronze” ce ne sono più di quanti si possa immaginare, almeno per come scrivono e si mostrano attraverso il mondo virtuale ma spero che abbia preso dalla mamma e inorridisca di fronte alla distruzione della grammatica, della cultura e della storia che abbiamo vissuto e di cui siamo circondati da millenni e l’incapacità di essere persone uniche, perche’ e’ vero che i social per natura sono il regno dell’effimero ma questo non autorizza ad essere persone di troppa apparenza e poca sostanza.

 

Perché nel 2017 bisogna ancora studiare? (E magari conoscere l’italiano…)ultima modifica: 2017-01-23T21:36:21+00:00da eclissi72
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