Single? Sì grazie

Single, si grazie

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Siamo la dannazione delle app come Tinder, circondate da amici che pur di trovare l’anima gemella scalerebbero le montagne del deep web, noi ce ne stiamo tranquille e serene a leggerci un libro sul divano in compagnia di gatti e serie TV.
“Non hai paura di restare sola?”, “Non ti manca un compagno?”, “E il sesso?”, queste le domande più frequenti che una single/separata/sola si sente fare con una certa regolarità.
La risposta alle prime due annose questioni è “no”, ma scatena spesso e volentieri facce perplesse e incredule e una lunga serie di supposizioni che non sempre si ha voglia di chiarire.
Non esiste un’unica, univoca e semplice spiegazione al perché una persona decida in tutta coscienza e sanità mentale di starsene da sola. Accade. Accade per tantissimi motivi che vanno dalle esperienze passate alla consapevolezza che può bastarsi e può bastarle avere amici, parenti e dulcis in fondo se ne ha i propri figli.

Magari all’inizio soffre un po’ la mancanza dell’altra metà della mela ma a lungo andare riscopre il piacere della propria libertà e dei propri spazi e sfortunatamente diventa veramente difficile anche solo pensare di doverli condividere con qualcun’altro.
Se comunque il passato le ha insegnato che l’anima gemella tanto gemella non è, perché tende a scappare regolarmente quando “il gioco si fa duro” lasciandola sola ad affrontare le peripezie della vita, allora pare sensato che anche i piaceri non vengano condivisi, si dice nella gioia e nel dolore, non nella gioia si è nel dolore cavoli tuoi, del resto.

Vogliamo poi affrontare il discorso fiducia? Nel momento in cui viene a mancare, quale ne sia il motivo, nemmeno percorrendo tutto il cammino di Santiago a piedi si riesce a ricostruirla, il dubbio è il seme delle piante infestanti, per quanto le strappi regolarmente queste torneranno sempre a crescere rigogliose.
E’ inevitabile quindi che in chi ha vissuto il mordi e fuggi degli altri e non ha percepito una reale volontà di lottare, sacrificarsi ed occuparsi di lei, questa metà della mela appaia un po’ bacata e guardandosi intorno le mele sane appaiano come il Santo Gral, una vera e propria leggenda. Del resto come sostiene quella gran donna della nonna (nonostante mi faccia spesso e volentieri incavolare): “gli uomini sono tutti uguali”.
L’esperienza gioca la sua parte ma parallelamente la consapevolezza sempre più insistente, di quanto in fondo non è indispensabile avere qualcuno accanto, lavora alacremente nelle retrovie per far compiere una scelta che molti non capiscono e vedono come la peste bubbonica nella Milano del Manzoni.

“Sto bene così”

Si scatenano diverse reazioni che paiono insensate ma che evidentemente fanno parte del pacchetto “lei è single”, c’è chi cerca a tutti i costi di trovarti un fidanzato proponendoti un’ampia scelta tipo catalogo della postalmarket, sbuffando tutte le volte che tu cambi discorso o non mostri interesse. C’è chi si propone come fidanzato nella piena convinzione che un giorno cambierai idea non rendendosi conto che non esiste un interruttore che trasforma le proprie convinzioni in concime per le piante da un giorno con l’altro. C’è chi finge di comprendere ma poi alla fine, si sa, ha tutt’altre intenzioni più o meno celate, la famosa tecnica del “ti assecondo tanto prima o poi ti trombo”.

Da un certo punto di vista tutti questi tentativi fanno sorridere, in fondo a pensarci bene sono comunque segno di interesse e attenzione, il problema fondamentale che sfugge è che una donna single non ha più bisogno di attenzione o comunque ciò che forse potrebbe far scattare il famoso interruttore e’ qualcosa che alimenta da sempre solo favole e leggende. Avete presente il principe e il cavallo bianco? I film in cui lui si presenta da lei, dopo aver combattuto contro il destino e ogni ostacolo al loro amore, una sera d’inverno con un mazzo di rose in mano giurandole amore eterno?
Qualcosa che nella realtà non esiste e che in fondo fa anche comodo così, perché dover ricominciare a occuparsi di qualcun’altro e’ un pensiero che fa venire i brividi.
Nella banalità della vita quotidiana chi è single ha già rinunciato da un pezzo all’idea di essere trattata come una principessa, soprattutto raggiunta una certa età non ha più nessuna voglia di lottare per il principe azzurro, si è costruita il suo castello e la sua corte da sola e difficilmente vi rinuncerà.

Per quanto possa sembrare incomprensibile alle coppie che la circondano, dorme meglio se non ha nessuno a fianco, non sente il bisogno del contatto che anzi le da un po’ fastidio e fatica a sopportare quella che ritiene un’invasione dei propri spazi.
I doveri di coppia diventano una fatica inutile che non aggiungono valore alla sua esistenza.

Potrebbe essere definita una sorta di “regressione adolescenziale adulta”, non si vuole impegno o esclusiva ma diversamente dalle motivazioni che può avere un adolescente, superati i 40 la ragione è che si hanno aspettative troppo alte e si è ormai consapevoli che nessuno può riuscire a trasformarle in una realtà solida e concreta se non per brevi periodi dopo i quali, il “fanciullo” presente in ogni maschietto, prenderà il comando ricordandogli che il mondo è grande, la vita di coppia gli sta stretta e le donne sono degli esseri lunatici con troppe pretese e castelli di paranoie. (Non importa se ad alimentarle e’ stato lui stesso)

Lasciamo quindi il fanciullo libero a priori, non è del tutto vero che la donna e’ il sesso debole, molto più spesso di quanto sembri, una donna può mostrare risorse e volontà che come Rey in Star Wars fanno sembrare Kylo Ren un bambino capriccioso.

E cari miei, quando si trova una donna così servono anni di duro addestramento e palle grosse come la morte nera!

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Single? Sì grazieultima modifica: 2017-04-29T10:03:41+00:00da eclissi72
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